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    L'uso del Messale Romano in italiano è obbligatorio dal 10 giugno , domenica di Pentecoste (C.E.I., Scarica il Messale Romano. Copyright © - Parrocchia di San Biagio Vescovo e Martire, Forlì del Sannio (IS) - Sito Web ideato, creato e gestito da MI - Webmaster & Design Marco. La Conferenza Episcopale Italiana ancora non ha edito in italiano la terza edizione tipica (che è in lingua latina), promulgata il 20 aprile da Sua Santità. ott - scaricare ebook MESSALE QUOTIDIANO. FESTIVO E FERIALE. LETTURE BIBLICHE DAL NUOVO LEZIONARIO rbcthailand.org gratis. stato approvato dalla Conferenza Episcopale. Se all'introito non ha luogo il canto​, l'antifona proposta dal Messale Romano viene letta o dai fedeli, o da alcuni di.

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    Ritiene quindi di doversi occupare in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia. La liturgia nel mistero della Chiesa 2. In tal modo la liturgia, mentre ogni giorno edifica quelli che sono nella Chiesa per farne un tempio santo nel Signore, un'abitazione di Dio nello Spirito [ 3 ], fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo [ 4 ] , nello stesso tempo e in modo mirabile fortifica le loro energie perché possano predicare il Cristo.

    Liturgia e riti 3. Fra queste norme e questi principi parecchi possono e devono essere applicati sia al rito romano sia agli altri riti, benché le norme pratiche che seguono debbano intendersi come riguardanti il solo rito romano, a meno che si tratti di cose che per la loro stessa natura si riferiscono anche ad altri riti.

    Molti ne hanno sentito parlare, ma non avevano avuto la possibilità di vedere questo primo frutto della riforma liturgica secondo le indicazioni di Sacrosanctum Concilium e il volere del Papa Paolo VI. Il testo latino, in carattere più piccolo, corre su ogni pagina e la traduzione accurata e letterale a volte troppo letterale l'accompagna, permettendo un passaggio "soft" tra l'antica e la nuova forma. Il calendario e i formulari sono identici a quelli del Messale del , mentre le rubriche sono già semplificate rispetto al Vetus Ordo.

    Anche Mons. Lefebvre non aveva problemi con questa soluzione ed esperimento pratico della riforma liturgica vedi questo post. Poiché inoltre la celebrazione dell Eucaristia, come tutta la Liturgia, si compie per mezzo di segni sensibili, mediante i quali la fede si alimenta, s irrobustisce e si esprime[31], si deve avere la massima cura nello scegliere e nel disporre quelle forme e quegli elementi che la Chiesa propone, e che, considerate le circostanze di persone e di luoghi, possono favorire più intensamente la partecipazione attiva e piena, e rispondere più adeguatamente al bene spirituale dei fedeli.

    Pertanto questa Introduzione si propone di esporre i principi generali per l ordinamento della celebrazione dell Eucaristia, e di presentare le norme per regolare le singole forme di celebrazione[32]. Ora, nella Chiesa particolare, la celebrazione dell Eucaristia è l atto più importante. Il Vescovo diocesano infatti, primo dispensatore dei misteri di Dio nella Chiesa particolare a lui affidata, è la guida, il promotore e il custode di tutta la vita liturgica[33].

    Nelle celebrazioni che si compiono sotto la sua presidenza, soprattutto in quella eucaristica, celebrata con la partecipazione del presbiterio, dei diaconi e del popolo, si manifesta il mistero della Chiesa. Allo stesso fine presti attenzione perché cresca la dignità delle medesime celebrazioni.

    A questo scopo risulta di grande importanza promuovere la cura per la bellezza del luogo sacro, della musica e dell arte. Inoltre, perché la celebrazione corrisponda maggiormente alle norme e allo spirito della sacra Liturgia e se ne avvantaggi l efficacia pastorale, in questa Introduzione generale e nel Rito della Messa vengono esposti le scelte e gli adattamenti possibili.

    Questi adattamenti, che per lo più consistono nella scelta di alcuni riti o testi, cioè di canti, letture, orazioni, monizioni e gesti che siano più rispondenti alle necessità, alla preparazione e alla capacità di comprensione dei partecipanti, spettano al sacerdote celebrante. Tuttavia, il sacerdote ricordi di essere il servitore della sacra Liturgia e che nella celebrazione della Messa a lui non è consentito aggiungere, togliere o mutare nulla a proprio piacimento[34].

    Inoltre, nel Messale, a suo luogo sono indicati alcuni adattamenti che, secondo la Costituzione sulla sacra Liturgia, competono rispettivamente al Vescovo diocesano o alla Conferenza Episcopale[35] Cf.

    Per quanto riguarda le variazioni e gli adattamenti più profondi, rispondenti alle tradizioni e alla cultura di popoli e regioni, e da introdurre per utilità o necessità secondo l art. Nella Messa o Cena del Signore, il popolo di Dio è chiamato a riunirsi insieme sotto la presidenza del sacerdote, che agisce nella persona di Cristo, per celebrare il memoriale del Signore, cioè il sacrificio eucaristico[37].

    Infatti nella celebrazione della Messa, nella quale si perpetua il sacrificio della croce[38], Cristo è realmente presente nell assemblea riunita in suo nome, nella persona del ministro, nella sua parola e in modo sostanziale e permanente sotto le specie eucaristiche[39]. Nella Messa, infatti, viene imbandita tanto la mensa della parola di Dio quanto la mensa del Corpo di Cristo, e i fedeli ne ricevono istruzione e ristoro[41].

    Ci sono inoltre alcuni riti che iniziano e altri che concludono la celebrazione. Quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura, Dio stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella sua parola, annunzia il Vangelo. E benché la parola di Dio nelle letture della sacra Scrittura sia rivolta a tutti gli uomini di ogni epoca e sia da essi intelligibile, tuttavia una sua più piena comprensione ed efficacia viene favorita da un esposizione viva e attuale, cioè dall omelia, che è parte dell azione liturgica[42].

    Le orazioni e le altre parti che spettano al sacerdote Tra le parti proprie del sacerdote, occupa il primo posto la Preghiera eucaristica, culmine di tutta la celebrazione. Seguono poi le orazioni, cioè: l orazione di inizio o colletta , l orazione sulle offerte e l orazione dopo la Comunione.

    Queste preghiere, dette dal sacerdote nella sua qualità di presidente dell assemblea nella persona di Cristo, sono rivolte a Dio a nome dell intero popolo santo e di tutti i presenti[43]. Spetta ugualmente al sacerdote, per il suo ufficio di presidente dell assemblea radunata, formulare alcune monizioni previste nel rito medesimo.

    Quando è previsto dalle rubriche, al celebrante è permesso adattarle in parte affinché rispondano alla comprensione dei partecipanti. Tuttavia il sacerdote faccia in modo di conservare sempre il senso della monizione proposta nel Messale e la esprima con poche parole.

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    Il sacerdote infatti, in quanto presidente, formula le preghiere a nome della Chiesa e della comunità riunita, talvolta invece anche a titolo personale, per poter compiere il proprio ministero con maggior attenzione e pietà. Tali preghiere, che sono proposte prima della proclamazione del Vangelo, alla preparazione dei doni, prima e dopo la Comunione del sacerdote, si dicono sottovoce.

    Altre formule che ricorrono nella celebrazione Infatti questi elementi non sono soltanto segni esteriori della celebrazione comunitaria, ma favoriscono e realizzano la comunione tra il sacerdote e il popolo. Le acclamazioni e le risposte dei fedeli al saluto del sacerdote e alle orazioni, costituiscono quel grado di partecipazione attiva che i fedeli riuniti devono porre in atto in ogni forma di Messa, per esprimere e ravvivare l azione di tutta la comunità[47].

    Altre parti, assai utili per manifestare e favorire la partecipazione attiva dei fedeli, spettano all intera assemblea convocata; sono soprattutto l atto penitenziale, la professione di fede, la preghiera universale detta anche preghiera dei fedeli e la preghiera del Signore cioè il Padre nostro. Il modo di proclamare i vari testi Nei testi che devono essere pronunziati a voce alta e chiara dal sacerdote, dal diacono, dal lettore o da tutti, la voce deve corrispondere al genere del testo, secondo che si tratti di una lettura, di un orazione, di una monizione, di un acclamazione, di un canto; deve anche corrispondere alla forma di celebrazione e alla solennità della riunione liturgica.

    Inoltre si tenga conto delle caratteristiche delle diverse lingue e della cultura specifica di ogni popolo. Importanza del canto I fedeli che si radunano nell attesa della venuta del loro Signore, sono esortati dall apostolo a cantare insieme salmi, inni e cantici spirituali Cf.

    Col 3, Infatti il canto è segno della gioia del cuore Cf.

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    At 2, Nella celebrazione della Messa si dia quindi grande importanza al canto, ponendo attenzione alla diversità culturale delle popolazioni e alle possibilità di ciascuna assemblea liturgica. Anche se non è sempre necessario, per esempio nelle Messe feriali, cantare tutti i testi che per loro natura sono destinati al canto, si deve comunque fare in modo che non manchi il canto dei ministri e del popolo nelle celebrazioni domenicali e nelle feste di precetto. Nella scelta delle parti destinate al canto, si dia la preferenza a quelle di maggior importanza, e soprattutto a quelle che devono essere cantate dal sacerdote, dal diacono o dal lettore con la risposta del popolo, o dal sacerdote e dal popolo insieme[49].

    A parità condizioni, si dia la preferenza al canto gregoriano, in quanto proprio della Liturgia romana.

    Gli altri generi di musica sacra, specialmente la polifonia, non sono affatto da escludere, purché rispondano allo spirito dell azione liturgica e favoriscano la partecipazione di tutti i fedeli[50].

    Poiché sono sempre più frequenti le riunioni di fedeli di diverse nazionalità, è opportuno che sappiano cantare insieme, in lingua latina, e nelle melodie più facili, almeno le parti dell ordinario della Messa, specialmente il simbolo della fede e la preghiera del Signore[51].

    Gesti e atteggiamenti del corpo L atteggiamento comune del corpo, da osservarsi da tutti i partecipanti, è segno dell unità dei membri della comunità cristiana riuniti per la sacra Liturgia: manifesta infatti e favorisce l intenzione e i sentimenti dell animo di coloro che partecipano.

    I fedeli stiano in piedi dall inizio del canto di ingresso, o mentre il sacerdote si reca all altare, fino alla conclusione dell orazione di inizio o colletta , durante il canto dell Alleluia prima del Vangelo; durante la proclamazione del Vangelo; durante la professione di fede e la preghiera universale o preghiera dei fedeli ; e ancora dall invito Pregate fratelli prima dell orazione sulle offerte fino al termine della Messa, fatta eccezione di quanto è detto in seguito.

    Stiano invece seduti durante la proclamazione delle letture prima del Vangelo e durante il salmo responsoriale; all omelia e durante la preparazione dei doni all offertorio; se lo si ritiene opportuno, durante il sacro silenzio dopo la Comunione.

    S inginocchino poi alla consacrazione, a meno che lo impediscano lo stato di salute, la ristrettezza del luogo, o il gran numero dei presenti, o altri ragionevoli motivi. Quelli che non si inginocchiano alla consacrazione, facciano un profondo inchino mentre il sacerdote genuflette dopo la consacrazione.

    Nondimeno si faccia in modo che tali adattamenti corrispondano al senso e al carattere di ciascuna parte della celebrazione. Per ottenere l uniformità nei gesti e negli atteggiamenti del corpo in una stessa celebrazione, i fedeli seguano le indicazioni che il diacono o un altro ministro laico o lo stesso sacerdote danno secondo le norme stabilite nel Messale.

    Fra i gesti sono comprese anche le azioni e le processioni: quella del sacerdote che, insieme al diacono e ai ministri, si reca all altare; quella del diacono che porta all ambone l Evangeliario o il Libro dei Vangeli prima della proclamazione del Vangelo; quella con la quale i fedeli presentano i doni o si recano a ricevere la Comunione.

    Conviene che tali azioni e processioni siano fatte in modo decoroso, mentre si eseguono canti appropriati, secondo le norme stabilite per ognuna di esse. Il silenzio Si deve anche osservare, a suo tempo, il sacro silenzio, come parte della celebrazione[54]. La sua natura dipende dal momento in cui ha luogo nelle singole celebrazioni.

    La Santa Messa tradizionale: pagina iniziale

    Anche prima della stessa celebrazione è bene osservare il silenzio in chiesa, in sagrestia e nel luogo dove si assumono i paramenti e nei locali annessi, perché tutti possano prepararsi devotamente e nei giusti modi alla sacra celebrazione. I riti che precedono la Liturgia della Parola, cioè l introito, il saluto, l atto penitenziale, il Kyrie eleison, il Gloria e l orazione o colletta , hanno un carattere di inizio, di introduzione e di preparazione.

    Scopo di questi riti è che i fedeli, riuniti insieme, formino una comunità, e si dispongano ad ascoltare con fede la parola di Dio e a celebrare degnamente l Eucaristia. In alcune celebrazioni, connesse con la Messa secondo le norme dei libri liturgici, si omettono i riti iniziali o si svolgono in maniera particolare.

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    L introito Quando il popolo è radunato, mentre il sacerdote fa il suo ingresso con il diacono e i ministri, si inizia il canto d ingresso. La funzione propria di questo canto è quella di dare inizio alla celebrazione, favorire l unione dei fedeli riuniti, introdurre il loro spirito nel mistero del tempo liturgico o della festività, e accompagnare la processione del sacerdote e dei ministri. Il canto viene eseguito alternativamente dalla schola e dal popolo, o dal cantore e dal popolo, oppure tutto quanto dal popolo o dalla sola schola.

    Saluto all altare e al popolo radunato Giunti in presbiterio, il sacerdote, il diacono e i ministri salutano l altare con un profondo inchino. Quindi, in segno di venerazione, il sacerdote e il diacono lo baciano e il sacerdote, secondo l opportunità, incensa la croce e l altare.

    Terminato il canto d ingresso, il sacerdote, stando in piedi alla sede, con tutta l assemblea si segna col segno di croce. Poi il sacerdote con il saluto annunzia alla comunità radunata la presenza del Signore. Il saluto sacerdotale e la risposta del popolo manifestano il mistero della Chiesa radunata.

    Atto penitenziale Quindi il sacerdote invita all atto penitenziale, che, dopo una breve pausa di silenzio, viene compiuto da tutta la comunità mediante una formula di confessione generale, e si conclude con l assoluzione del sacerdote, che tuttavia non ha lo stesso valore del sacramento della Penitenza. Kyrie eleison Essendo un canto col quale i fedeli acclamano il Signore e implorano la sua misericordia, di solito viene eseguito da tutti, in alternanza tra il popolo e la schola o un cantore.

    Ogni acclamazione viene ripetuta normalmente due volte, senza escluderne tuttavia un numero maggiore, in considerazione dell indole delle diverse lingue o della composizione musicale o di circostanze particolari. Gloria Il Gloria è un inno antichissimo e venerabile con il quale la Chiesa, radunata nello Spirito Santo, glorifica e supplica Dio Padre e l Agnello. Viene iniziato dal sacerdote o, secondo l opportunità, dal cantore o dalla schola, ma viene cantato o da tutti simultaneamente o dal popolo alternativamente con la schola, oppure dalla stessa schola.

    Se non lo si canta, viene recitato da tutti, o insieme o da due cori che si alternano.