Skip to content

RBCTHAILAND.ORG

Rbcthailand

VAGALE SCARICARE


    Contents
  1. La scheda / che cos'è la sindrome vagale
  2. Gruppo Italiano Multidisciplinare per lo Studio della Sincope
  3. Sindrome vagale: svenimento improvviso, ecco cosa fare.
  4. Tono vagale

Cos'è il nervo vago? Dove si trova? Che sintomi causa una sua infiammazione? Cosa fare? Ecco tutte le risposte in parole semplici. La definizione di tono vagale si riferisce all'attività del nervo vago, un componente .. Stampa/esporta. Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Il nervo vago (chiamato anche nervo pneumogastrico o nervo X del cranio) è il decimo delle La stimolazione vagale sinistra ha effetti molto meno consistenti rispetto alla destra, ed è . Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Puoi scaricare qui il PDF dell'articolo. “Quando Esiste un sistema vagale arcaico, che origina nel Nucleo Motore Dorsale del Vago ed è non. frequenza di scarica del fuso neuromuscolare entro un ambito muscolare di! Modulazione Vagale Tramite Transcutaneous Vagus Nerve.

Nome: vagale
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
Licenza:Solo per uso personale
Dimensione del file:43.44 MB

La stimolazione vagale rappresenta un possibile trattamento di determinanti episodi aritmici: le tachicardie sopraventricolari. Infatti, mediante l'aumento del tono vagale, è possibile interrompere l'evento tachicardico , rallentando il battito cardiaco. In entrambi i casi è fondamentale rivolgersi ad un medico, per apprendere nel dettaglio come si effettuano certe manovre e come seguire la cura farmacologica, nonché per valutare i i rischi connessi.

Prima di descrivere il ruolo della stimolazione vagale nel trattamento delle tachicardie sopraventricolari, è opportuno richiamare alla memoria qualche caratteristica del nervo vago , o nervo pneumogastrico. I due nervi vaghi, di destra e di sinistra, compongono il decimo X paio di nervi cranici o encefalici delle dodici coppie presenti nel corpo umano. Originano nel cranio, come tutti i nervi encefalici, e si estendono fino all' addome.

Le fibre parasimpatiche si occupano di innervare la muscolatura liscia involontaria di:.

Questo è quello che è stato dimostrato.

La scheda / che cos'è la sindrome vagale

In un altro studio sono stati presi in esame dei pazienti che avevano un danno alla corteccia prefrontale e nei quali era già stata verificata una correlazione con un aumento della frequenza cardiaca. È stata fatta svolgere loro una sfida ortostatica ed uno stress test che prevedeva di fare un discorso davanti ad un pubblico.

È stato osservato che donne e uomini avevano risposte diverse; le donne hanno mostrato una cortisolemia più alta, mentre gli uomini hanno dimostrato una risposta maggiore per quanto riguarda la frequenza cardiaca.

Sia gli uomini che le donne che presentano un danno alla corteccia prefrontale hanno avuto una risposta esagerata ai test, ed è quindi evidente che questa parte del cervello è importante nella regolazione della risposta allo stress. In un saggio molto recente siamo stati in grado di dimostrare che lo spessore del cervello, ed in particolare una parte del cervello, è associata con la variabilità della frequenza cardiaca.

La variabilità della frequenza cardiaca è associata a tutte e tre le regioni e a tutte queste funzioni. La variabilità della frequenza cardiaca è stata analizzata da un punto di vista medico, in uno studio in cui con il mio team abbiamo dimostrato che la salute percepita dai pazienti era correlata alla frequenza cardiaca. Una cosa interessante è che tante cose di cui ci preoccupiamo frequentemente non succederanno mai e solo pensare a tutte queste cose produce in noi una risposta allo stress.

Quello che pensa un paziente del suo sintomo e della situazione in cui si trova, è la sua malattia poiché più ci si preoccupa e più ci saranno cose di cui preoccuparsi riguardo alla salute. Ci sono anche pazienti che vengono in studio e non hanno nessun problema fisico, ma a causa del modo in cui pensano, lo creano.

Cambiare il modo di pensare potrebbe cambiare il corso della malattia. Si è visto che questi soggetti ansiosi presentavano una variabilità della frequenza cardiaca minore, ma se si chiede a chiunque di preoccuparsi la variabilità della frequenza cardiaca diminuisce ulteriormente.

Quindi la preoccupazione ha effetto sulla salute. Ci sono tante ricerche per quanto riguarda il controllo cognitivo ed emozionale del dolore e la sua trasformazione in dolore cronico; è ovvio che ci sono delle interazioni tra il dolore, le emozioni e la cognizione. Quello che si è scoperto è che lo spessore della corteccia in queste regioni diminuisce nei pazienti con dolore cronico. In uno studio molto interessante di alcuni anni fa, con il mio team abbiamo analizzato cosa succede nel cervello quando il dolore diventa cronico.

Lo studio si basava su pazienti che sono stati testati e analizzati per 60 settimane; alcuni di questi avevano avuto un episodio acuto di dolore che si è risolto dopo circa 10 settimane, un altro gruppo aveva avuto un episodio acuto che non si è risolto, permanendo un dolore cronico per più di un anno. I pazienti sono stati visitati 4 volte.

Gruppo Italiano Multidisciplinare per lo Studio della Sincope

Ne risulta che quando il dolore diventa cronico si trasforma da un problema nocicettivo ad un problema emotivo. La connessione tra queste due regioni del cervello si ricollega alla variabilità della frequenza cardiaca; quindi i pazienti con dolore cronico avranno una variabilità della frequenza cardiaca più bassa.

Tutti questi fattori sono stati analizzati di nuovo in uno studio molto grosso, alcuni anni fa, comprendente circa lavoratori. Nella maggior parte dei casi, il tono vagale non è direttamente misurato con tecniche di natura invasiva. La procedura più largamente impiegata al fine della quantificazione del tono vagale consiste nello studio dei processi che sono modificati dall'azione del nervo vago , nello specifico la frequenza cardiaca e la variabilità cardiaca. In generale, è possibile affermare che un aumento del tono vagale e quindi un'attivazione vagale è associata a una diminuzione della frequenza cardiaca e un'aumentata variabilità cardiaca.

Al contrario, in un protocollo di tilt test , la diminuzione del tono vagale è un meccanismo fisiologico è stato descritto come un indicatore indiretto del benessere cardiovascolare. La frequenza cardiaca è in larga parte controllata dall'attività delle cellule pacemaker della regione interna del cuore.

Nel caso di un soggetto sano, le cellule capaci di produrre impulsi ritmici sono situate al confine fra gli atri e la vena cava chiamato nodo senoatriale. Tali cellule cardiache sono in grado di generare attività elettrica in modo autonomo.

Sindrome vagale: svenimento improvviso, ecco cosa fare.

Come risultato, le cellule del nodo generano spontaneamente attività contrattile che è poi propagata per mezzo del sistema di conduzione cardiaco. Il risultato di questa generazione e propagazione di impulsi risulta in un regolare ritmo cardiaco.

In assenza di stimoli esterni, gli impulsi provenienti dal nodo senoatriale contribuiscono al mantenimento di un ritmo cardiaco regolare, nell'intervallo di battiti al minuto bpm. In questa ultima istanza, il nervo vago agisce sul nodo senoatriale rallentando la conduttività e modulando conseguentemente il tono vagale. Questa modulazione è mediata dal neurotrasmettitore aceticolina il quale modifica le correnti di ioni delle cellule cardiache.

Questa metodologia non invasiva di quantificazione del tono vagale rappresenta la principale modalità grazie alla quale è possibile analizzare e quantificare l'azione del nervo vago.

L' aritmia sinusale respiratoria RSA è nella maggior parte dei casi una fisiologica variazione della frequenza cardiaca che caratterizza ogni ciclo cardiaco. Nello specifico, la frequenza cardiaca aumenta durante l'inspirazione e decresce durante l'espirazione. Durante la fase inspiratoria la pressione intratoracica decresce a causa dalla contrazione, dei movimenti del diaframma e dell'espansione della cavità toracica. Conseguentemente, si verifica un abbassamento della pressione atriale che permette un maggiore flusso di sangue verso il cuore.

Tale incremento nell'apporto di sangue attiva i barocettori che agiscono riducendo il tono vagale. Il risultato di questa cascata di eventi è l'aumento della frequenza cardiaca.

Al contrario, durante la fase espiratoria, il diaframma si rilassa, e muovendosi verso l'alto diminuisce l'estensione della cassa toracica causando un aumento della pressione intratoracica.

L'effetto di un aumento della pressione ha come risultato una riduzione dell'espansione dell'atrio, un'inibizione del ritorno venoso e un'inferiore attivazione dei barocettori.

In questo caso, il tono vagale non è soppresso come durante la fase dell'inspirazione e di conseguenza risulta in grado di ridurre la frequenza cardiaca. Come descritto in precedenza, è oggigiorno largamente dimostrato come le due branche del sistema nervoso autonomo si influenzino reciprocamente ed indipendentemente.

Al fine di quantificare questi differenti contributi, nel tempo sono stati sviluppati un numero consistente di indici. Negli ultimi anni, sono stati pubblicati numerosi studi volti a dimostrare come RSA possa rappresentare uno strumento affidabile per indagare il tono vagale con una modalità non invasiva.

I risultati comprendono principalmente l'ambito fisiologico e comportamentale e la loro validati per mezzo di studi clinici. Contrariamente alle teorie sovra descritte, la quantificazione del tono vagale utilizzando RSA è stato contestato da vari autori. Questi meccanismi mostrano differenti dinamiche ed origini cosicché risulta fondamentale quantificare i differenti contributi che contribuiscono alla generazione del fenomeno RSA.

È stato inoltre osservato come le componenti tonica e fasica non siano del tutto indipendenti una dall'altra. Nonostante le attuali limitazioni nella quantificazione dell'aritmia respiratoria sinusale, questa ultima è considerato uno strumento affidabile per la quantificazione dell'attività vagale cardiaca e di conseguenza uno stimatore del tono vagale. La più accreditata ipotesi in grado di descrivere le motivazioni della correlazione fra RSA e tono vagale descrive l'aritmia sinusale respiratoria come una modalità di riposo intrinseca del sistema cardiopolmonare.

Un'ulteriore ipotesi a supporto è il meccanismo di risparmio energetico durante i cicli di riperfusione.

Tono vagale

Nell'ambito delle ricerca riguardanti la fisiologia, RSA aumenta in soggetti in stato di riposo e decresce in soggetti in stato di stress o tensione. RSA è in media maggiormente pronunciata durante il giorno rispetto alla notte. Un'applicazione in cui è stata largamente utilizzata è la quantificazione della diminuzione del tono vagale durante il tilt test.

Come considerazione generale, il fenomeno di RSA decresce all'aumentare dell'età: è maggiormente pronunciata in neonati e bambini mentre la sua entità tende a scomparire gradualmente in età adulta. Al contrario RSA è soppressa in soggetti diabetici e con disturbi cardiovascolari.

La grande maggioranza delle ricerche in ambito psicologico studi comportamentali, studi sulle interazioni sociali e psicologia umana sono focalizzati nell'ambito neonatale o della prima infanzia. I ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione nella detezione del tono vagale di base, trattando quest'ultimo come un potenziale indice predittivo del comportamento o cercando di esaminarne la relazione con lo stato di salute mentale nel caso di patologie quali ansia ed altri disturbi del comportamento.