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LIBRO LEVIATANO DI HOBBES IN ITALIANO DA SCARICA


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    LIBRO LEVIATANO DI HOBBES IN ITALIANO DA SCARICA

    Nel precedente paragrafo riguardante John Locke abbiamo visto di come Locke avesse dedicato un intero trattato per smontare la tesi del potere divino di Filmer.

    La distinzione tra Hobbes e l'altro grande filosofo politico inglese del , Locke deriva soprattutto dal vicino,ma profondamente diverso periodo storico in cui sono vissuti.

    In Inghilterra, infatti, nel ci sono state due rivoluzioni, quella sanguinosa degli anni '40 epoca in cui scrive Hobbes e quella degli anni '80, detta Gloriosa epoca in cui vive Locke : mentre la prima è una vera e propria guerra civile, una vicenda traumatica, la seconda rivoluzione è considerata un fatto altamente positivo non morirono molte persone , l'atto con cui l'intera società inglese si è sbarazzata di una monarchia oppressiva e ha dato vita ad una monarchia costituzionale.

    Il fatto stesso che Hobbes abbia maturato le sue idee e i suoi scritti nel corso della prima rivoluzione e Locke nella seconda, è significativo per capire le differenze tra i due pensatori. Hobbes è il filosofo del caos, l'uomo hobbesiano lasciato alle sue inclinazioni non è capace di convivere col simile ma solo di combatterlo, lo stato di natura è guerra, negazione radicale di ogni altra attività umana; Locke è il filosofo dell'ordine, lo stato di natura che emerge dalle sue opere è una rete assai sofisticata di relazioni umane che solo inconvenienti latenti tendono a trasformare in uno stato di guerra.

    Hobbes è generalmente considerato il teorico dell'assolutismo in ambito politico, in quanto per uscire dallo stato di natura, in cui tutti gli uomini sono potenzialmente in pericolo, si devono delegare tutti i diritti di natura allo Stato che non solo non ha doveri ma è ineliminabile, pena il ritorno allo stato di natura e alla guerra di tutti contro tutti.

    Nella dottrina giusnaturalistica occupano un posto centrale le nozioni di stato di natura e di contratto sociale. Per Thomas Hobbes, il passaggio da uno stato di natura, in cui gli individui vivono isolatamente e in perenne conflitto, a una civile convivenza avviene per mezzo di un patto che segna il trasferimento dei diritti naturali di ciascun individuo alla volontà del sovrano, unico depositario della forza vedi anche Contrattualismo.

    Nella sua Politica methodice digesta individua cinque tipi di associazioni: la famiglia, la confraternita, la comunità locale, la provincia e lo Stato.

    Se è vero che la logica della societas è dominante nell'apparato teorico di Althusius, donde si potrebbe sostenere la natura contrattualistica del suo sistema, tuttavia non bisogna dimenticare che la struttura degli accordi esponenziali estromette l'individuo come soggetto attivo e sotto un diverso punto di vista, ossia considerando le funzioni delle istituzioni più che il momento della loro costituzione giuridica, egli crea uno Stato corporativo in cui ogni diritto è pubblico e non privato.

    Nel XVII secolo vediamo quindi l'affermazione pressoché definitiva del contrattualismo che, riuscendo a convivere con la concezione aristotelica della natura sociale dell'uomo, comincia a svolgere la sua funzione di limite teorico del potere sovrano, considerato originariamente limitato dal pactum , e si pone, in alcuni casi, come valido strumento argomentativo nella lotta alla tirannia per mezzo del diritto alla resistenza anche armata monarcomachi o attraverso la proposta dell'istituzione di poteri di controllo sull'operato del re.

    Nella prima metà del XVII secolo le comunità puritane che si stabilirono nel New England, in fuga dal clima persecutorio presente in Inghilterra , svolsero un ruolo di certo rilievo nell'affermazione della teoria del contratto sociale. Basti pensare che i coloni attuarono storicamente, nella varie dichiarazioni di fondazione delle comunità, prima fra tutte quella dei Padri Pellegrini nel , quel contratto originario, quel patto costitutivo, che fino ad allora era rimasto un'ipotesi interpretativa, un argomento di significato euristico se non addirittura una fictio juris.

    Per i teorici puritani la prima e vera ragione della nascita di un consorzio tra gli uomini risiede nella difesa della parola di Dio e nella sua adorazione pubblica, che porta ad un patto sacro tra i fedeli per l'edificazione della Chiesa congregazionista. Il sorgere della comunità politica è un'istanza di secondo piano o meglio strumentale rispetto alla fondazione della comunità di fede, il governo civile vedendo la sua unica giustificazione nella difesa della Chiesa, come braccio secolare.

    I teorici americani affermano dunque la matrice volontaristica e consensuale dell'atto costitutivo, avvalendosi, come avevano già fatto gli Ugonotti , della tradizione biblica ossia dei patti dell' Antico Testamento. Roger Williams nella sua opera The Bloudy Tenent of Persecution anticipa la teoria di Locke dell'amministrazione fiduciaria del potere sostenendo che "i governi, in quanto costituiti e stabiliti dal popolo, non hanno un potere e una durata maggiori di quanto è stato affidato loro dal potere civile, ovvero dal popolo, che ha espresso il suo consenso ed accordo" sostenendo che ecceda dai suoi poteri quel ministro o magistrato che eserciti in qualunque materia a lui non espressamente affidata dall'autorità popolare.

    In Inghilterra l'affermarsi della teoria del contratto si ebbe principalmente tra i sostenitori del parlamentarismo o della monarchia cosiddetta mista nella quale al potere del sovrano doveva contrapporsi il ruolo di controllo del Parlamento, che era chiamato a legiferare insieme al sovrano in materia di imposizione fiscale.

    L'ala più radicale della sinistra Parlamentare era rappresentata dai Levellers i quali dapprima appoggiarono il Long Parliament ed in seguito, resisi consapevoli che anche un governo parlamentare poteva rivelarsi oppressivo, incentrarono la loro lotta politica nella conquista di una carta fondamentale che potesse ancorare su basi certe i diritti naturali dei cittadini. Il ritorno al tema di un documento fondamentale, di un accordo scritto che recepisse materialmente il consenso dei cittadini, come il The Agreement of the People del , che doveva essere fatto circolare nelle campagne e doveva ottenere la firma del maggior numero di persone, rispondeva all'esigenza di ancorare ad un contenuto minimo il tema dei diritti naturali, con il fine di costituire un limite ultimo alla sfera di azione della sovranità, fosse anche questa passata nelle mani del Parlamento.

    Tra i teorici del consenso popolare che si affermarono nel XVI secolo ebbe per un certo periodo seguito la teoria del rapporto popolo-sovrano fondata sull'istituto dell'amministrazione fiduciaria, una versione certamente più audace rispetto a quella tipicamente contrattualistica, in quanto prevedeva per i governati il diritto, esercitabile ad libitum , di revocare la fiducia nei confronti dei governanti, per l'amministrazione della cosa pubblica.

    Hobbes espone la propria teoria della natura umana , della società e dello stato nel Leviatano. Questa è la generazione di quel grande Leviatano o piuttosto - per parlare con più riverenza - di quel Dio mortale, al quale noi dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nostra pace e la nostra difesa Per liberarsi dalla condizione primitiva in cui tutti competono con tutti bellum omnium contra omnes e la vita è nasty, brutish, and short spiacevole, grezza, e breve , si deve costituire una società efficiente, che garantisca la sicurezza degli individui, condizione primaria per il perseguimento dei desiderî.

    Per questo Hobbes è spesso considerato un teorico del giusnaturalismo , dove il diritto naturale precede e fonda quello civile.

    Tuttavia tale visione è dibattuta: difatti, solitamente, il giusnaturalismo tende a stabilire delle leggi naturali che facciano da limite al potere statale; da parte sua, invece, Hobbes utilizza le leggi naturali per dimostrare che il potere statale, per poter funzionare efficacemente, dev'essere illimitato, privo di vincoli, e indiviso; in questo modo si pone agli antipodi di pensatori classici del giusnaturalismo, come ad esempio Locke.

    Nell'opera Due trattati sul governo John Locke esprime il suo pensiero circa lo stato di natura.

    Contratto sociale

    Infatti, lo stato di natura è limitato da una legge di natura , che coincide con la ragione, sulla cui base è possibile costituire una società ordinata con rispetto e uguaglianza reciproca.

    Secondo la medesima legge di natura, che vuole la pace e la conservazione di tutti gli uomini, è necessario, dunque, sia conservare e difendere gli altri, anche sopprimendo l'offensore; sia di punire i trasgressori di questa legge, in modo da proteggere gli innocenti e reprimere gli offensori.

    Per il principio di uguaglianza, tutti possono far osservare questa legge: nessuno infatti ha superiorità e giurisdizione assoluta o arbitraria sopra un altro. La naturale condizione umana non è per Locke, come per Hobbes , il "bellum omnium contra omnes". Ogni uomo ha in sé una naturale predisposizione alla giustizia e alla pace; queste sono legge naturale prima che legge sociale.

    Diversamente, né la pace né giustizia sarebbero realizzabili. Il violatore è infatti pericoloso agli uomini, dal momento che da lui è trascurato o infranto il vincolo inteso a garantirli dall'offesa e dalla violenza.

    Nello stato di natura, ognuno ha il potere esecutivo della legge di natura. In questo caso e su questo fondamento ognuno ha il diritto di punire gli offensori e rendersi esecutore della legge di natura.

    Thomas Hobbes: filosofia, pensiero politico, libri

    Tuttavia, Locke ammette facilmente che la parzialità degli uomini nel giudicare se stessi e i propri amici comporta confusione e disordine.

    Per questo, pone il governo civile come il rimedio adatto agli inconvenienti dello stato di natura. Nello stato di diritto , o stato sociale, l'uomo si trova di fronte a regole stabili, da sempre impresse nel suo cuore e non imposte da nessuno, alle quali si deve attenere. Tuttavia, prima dello Stato, deve esistere una società autosufficiente, come la famiglia, che si costituisce a partire da una naturale tendenza dell'uomo verso gli altri.

    Infatti gli uomini sono stati creati per vivere in società e non in solitudine.

    Rousseau vedeva una divaricazione sostanziale tra la società e la natura umana. Rousseau affermava che l'uomo fosse, in natura, buono, un " buon selvaggio ", e venisse successivamente corrotto dalla società; vedeva questa come un prodotto artificiale nocivo per il benessere degli individui.

    Rousseau suggeriva che gli uomini primordiali fossero individui isolati, diversi dagli altri animali unicamente per il possesso del libero arbitrio e per la capacità di perfezionarsi. Questi uomini primitivi erano dominati dall'impulso di autoconservazione "amore di sé" e da una disposizione naturale alla compassione e alla pietà verso i simili. Rousseau associava questa nuova forma di consapevolezza a un' età dell'oro della prosperità umana.

    Tuttavia, lo sviluppo dell' agricoltura e della metallurgia , e la conseguente creazione della proprietà privata e della divisione del lavoro , portarono a una crescente dipendenza reciproca degli individui e alla disuguaglianza tra gli uomini.

    Difatti i ricchi e i potenti, tramite tale contratto, sanzionarono la proprietà privata, lo stato di fatto e quindi istituzionalizzarono la diseguaglianza come se fosse inerente alla società umana. Rousseau intendeva la propria proposta per un nuovo contratto sociale come un'alternativa a questa forma fraudolenta.

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    Al termine del Discorso sull'ineguaglianza , Rousseau spiega come il desiderio di essere considerati dallo sguardo altrui, che si era generato durante l'età dell'oro, aveva potuto, sul lungo periodo, corrompere l'integrità e l'autenticità degli individui all'interno di una società, quella moderna, segnata dalla dipendenza reciproca, dalle gerarchie e dalle diseguaglianze sociali.

    Nel primo dei quattro libri di cui l'opera si compone l'autore ricapitola brevemente l'origine delle prime società per come l'aveva ricostruita nei testi precedenti, e quindi passa a dimostrare l'inconsistenza dell'espressione "diritto del più forte": per Rousseau la forza non fonda alcun diritto, non genera alcuna legittimità, perché chi si sottomette a un forte è costretto a farlo lo fa per forza, appunto, e non per scelta o per dovere e questo significa che la parola "diritto" non aggiunge nulla alla parola "forza"; d'altra parte, il più forte conserva il suo preteso diritto solo finché rimane tale, e lo perde non appena qualcuno si rivela più forte di lui.

    Quindi Rousseau analizza il problema della schiavitù , e procede con la confutazione delle tesi sostenute in proposito da Grozio.

    Inoltre, poiché la conquista di uno schiavo per mezzo di questo presunto diritto del vincitore deriva dalla sola forza prolunga cioè lo stato di guerra tra i due uomini piuttosto che interromperlo , è ancora una volta un non-diritto, il quale viene meno non appena lo schiavo riesce fisicamente a eludere le sue catene. Un altro esempio di contrattualismo è quello del filosofo John Rawls.

    Nel libro Una teoria della giustizia del , Rawls si pone il problema di trovare dei principi di giustizia che siano alla base della società. Si immagina quindi una situazione definita come 'posizione originaria' in cui gli individui devono scegliere i principi che saranno alla base della società che sta per nascere. Questi individui non sanno nulla del lavoro che faranno poi. Non sono nemmeno a conoscenza delle doti che essi avranno.

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