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COPIONI TEATRALI NAPOLETANI DA SCARICARE


    Contents
  1. Cerca il tuo copione preferito
  2. Il Teatro Napoletano
  3. Teatro napoletano
  4. Copioni di De Ruvo Stefania commedie teatrali brillanti, free download

COPIONI TEATRALI. Sezione Napoli scarica l'elenco completo dei copioni. Altre sezioni CO, 2a, U(19)-D(9), scarica, De Pretore Vincenzo CO, 3a, U(20)-D( 10), scarica, Gli esami non finiscono mai Comodo Autore, (in napoletano). Marisa f na cosa bella da zia, tu stai ancora chine e suonno, vattenne a parte e dinto e vatte a . VIRGILIO: pulcinella è la maschera napoletane, è il simbolo di Napoli .. Clicca qui per scaricare il copione in PDF completo con all'interno. I copioni teatrali che trovi nel nostro sito sono di proprietà degli autori, sono stati reperiti online o ci sono stati inviati da utenti che come te hanno usufruito del. Copioni – Commedie Napoletane. Autore: Age & Furio Titolo: 'E doie facce da furtuna. Atti: 2. Personaggi: 7 Autore: Eduardo De Filippo Titolo: Natale in. Oreste De Santis. IL Copione in Napoletano. LEGGI -. Pers. SCARICA. Pers. 5 (3u+2d) - Pers. 6 (4u +2d). Pers.7 (4u+3d) - Pers. 8 (4/5u – 3/4d) Pers. 9 - (4/5u.

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Link sponsorizzati. Il Gruppo Teatro Tempo mette a disposizione una biblioteca elettronica di copioni teatrali. Sinossi e download gratis dei copioni chatroom sul teatro link d'interesse ed una sezione dedicata alla drammaturgia contemporanea. Propone la storia una galleria fotografica degli spettacoli la possibilità di scaricare gratuitamente alcuni copioni teatrali il programma ed i contatti. Il sito del cinema del paese Offre recensioni trame e copioni di moltissimi film forum di discussione link.

Offre notizie ed informazioni per chi si interessa di animazione turistica e sociale Offre consulenza ad aziende turistiche testi e copioni per animazione teatrale.

Presentazione delle attività sperimentali e culturali svolte Modulo per ricerche bibliografiche e galleria di immagini. Storia collezioni e mostre informazioni utili sulle strutture museali partenopee a cura del CNR.

Sezione della mailing list omonima che raggruppati alfabeticamente pubblica i contributi inviati dagli iscritti.

Al loro fianco la fidata Donatella e, segretamente, anche Stella la segretaria personale di Fiamma. Sarà un gioco tra le parti che porterà, anche con situazioni divertenti, a degli scontri fino al colpo di scena finale Si, proprio come uno starnuto! Sabato 3 ottobre Vanda — ma che uovo e uovo. Dante Alighieri è il più grande poeta e scrittore italiano morto secoli fa. Lucia — puveriello! Io nun sapevo neanche che steve malato. DANTE: cammina distrattamente leggendo nel mezzo del cammino di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura ove la retta via era smarrita alzando gli occhi dal libro si accorge che….

A mi ricordo! Massimo - adesso è più chiaro. DANTE: lamentoso ora come faccio a tornare indietro, non ho finito ancora la mia opera, ho bisogno di altre informazioni.

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DANTE: ma non è civile, anche se sono cose che accadono continuamente, basta vedere i guelfi e i ghibellini. Che fortuna che ho avuto, come mai state per strada e non nel vostro ufficio? Allora ditemi cosa ne farete di una fabbrica che sta chiudendo?

Dunque, mi dovete dare subito un anticipo, una parte alla consegna il resto anche a tre anni. Pulcinella — lo scontrino? Passante — ma insomma! Io intendo dire un pezzio di carta dove si attesterà che io le ho dato una somma in cambio di….

Perché ho mal di pancia forte, forta e si toglie solo quando mangio, ma io non mangio mai. Zio Ninotto in America ha fatto fortuna e Filippo suo nipote è il suo unico erede.

A Zio Ninotto, Filippo per spillargli dei soldi gli ha scritto un sacco di bugie tra le quali quella di essersi candidato a Sindaco. Tutto va a gonfie vele, fino a quando non arriva il veroproprietario…. Insieme ad Eva, una sua amica — complice, porta a termine il suo intento e per farlo soffrire di più, fa in modo che suo marito sia spettatore del suo tradimento con Ernesto una sua vecchia fiamma , facendolo nello stesso albergo e nella stessa stanza dove è stata tradita.

La moglie di Gerardo, Margherita, vuole a tutti i costi rinchiudere suo suocero in uno ospizio, minacciando il divorzio in caso contrario. Il tema in questione, spiega proprio questo, un amore incorruttibile tra due fratelli, rovinato dalla propensione di entrambi al potere, ma nel bel mezzo dei soliti litigi Epoca attuale inizio terzo millennio Un salone al piano terra con vetrata e giardino esterno Porta in fondo, a sx che dà sul vestibolo.

Una grande porta- finestra in fondo, a destra, che da nel giardino. Una porta di entrata dalla strada. Si inizia con una scena tra un prete e la proprietaria di una pensione e si chiuderà con gli stessi personaggi.

A sinistra una porta che dà sulle scale, a destra una porta-finestra da cui si esce su un balcone. L'arredamento è scarso ma ricercato. In primo piano un tavolo sul quale, coperti da una salvietta, si vedono gli avanzi d'una cena consumata assai di recente. Un po' dovunque ninnoli, oggetti eleganti, acqua di colonia, sali da bagno; un lume da notte sul comodino. Giacca e pantaloni sono accuratamente disposti su un omino accanto al letto.

Qualche sedia, un tappeto. All'alzarsi del sipario la scena è quasi buia, perché le imposte della porta-finestra sono chiuse e ne filtra appena un raggio di luce che, insieme al debolissimo chiarore della lampadina sotto l'immagine sacra, permette di scorgere una persona che sta dormendo nel letto. Poi si sentono alcuni colpi discreti battuti alla porta: il dormiente si agita nel letto senza svegliarsi.

Allora, di scatto, una figura si leva a sedere sul letto e, con voce ancora assonnata, chiede Mobilia semplice; un salottino della borghesia media napoletana; un gran balcone ad angolo della scena a sinistra. Dal centro pende un vaso grezzo di terracotta con una pianta da camera. Nel mezzo in fondo vi sarà un divano letto. In fondo a destra una porta, e un'altra a sinistra. All'alzarsi del sipario il divano letto ha funzionato da letto ed è in disordine; accanto, una sedia con sopra cuscini in seta di colori diversi.

Alle pareti qualche quadro, qualche fotografia, ecc.

Checchina, la cameriera, sta rifacendo il letto. Una camera da pranzo arrangiata per la villeggiatura.

Due porte laterali. In fondo tre vani; dal centro si accede nel giardino. Nel mezzo vi è imbandita una tavola. Il soggiorno che vediamo è arredato con gusto borghese di fine ottocento. I mobili sono di gradevole fattura e ben conservati.

Il Teatro Napoletano

Tutto il resto, tappeti, quadri, soprammobili, eccetera, è stato disposto nell'ambiente con senso pratico della comodità e amore nostalgico per le cose care. Tutto splende, luccica e sa di pulito. Nel centro dei due coperti, da un piccolo portafiori sbuca un ciuffetto di margherite recise di fresco, forse da una pianta del terrazzo di casa. Dal terrazzo la luce lunare rende spettrale la tovaglia che ricopre il tavolo e luccicanti le forchette, i piatti e i bicchieri.

Teatro napoletano

È la rappresentazione del dolore di due madri accomunate dalla perdita dei loro rispettivi figli: uno morto a sedici anni in un cantiere di Milano il 5 luglio , l'altro di ventisei anni morto a Torino per odio razziale il 17 luglio Le situazioni esilaranti del quotidiano ed il dilemma che ogni giorno vive chi deve far quadrare i conti, sono i due opposti che si fronteggiano in casa Schiattarella.

Tutto risolto, tutto sistemato e tutti felici e contenti? Si ma fino a che si presenta a casa il proprietario del fortunato foglietto di cui lo scaltro e senza scrupoli congiunto della famiglia si era appropriato.

Una commedia nella commedia? No, piuttosto: la vita nella commedia! Una commedia a dir poco scoppiettante, vulcanica: da eruzione quasi. Da una tresca amorosa ad un ricatto cui sottostare e da cui riesce a districarsi ricorrendo proprio alla persona reputata meno qualificata per certi intrallazzi. È la storia di un equivoco dai risvolti tragici. Quest'ultimo riesce a strappare un invito a cena dalla ragazza e anche ad offrirle la medicina, pur non avendo un soldo in tasca come confessa al farmacista dopo che la cameriera si è allontanata.

Nel frattempo il medico si è addormentato in poltrona. Don Saverio procede all'estrazione nel retrobottega, quindi viene richiamato da Teodoro che vuole andare a pranzo e cerca le sue cartine di arsenico. La difesa del farmacista, " Ma forse mugliérema è morta? Gaetano Piscopo, impiegato di modeste condizioni economiche ha due figlie, Margherita e Maria che, con grande preoccupazione del padre, non si sono ancora sposate.

La festa organizzata in casa permette alle ragazze di conoscere due spasimanti, Arturo e Vincenzo. Ma il finale è a lieto fine e, soprassedendo alle loro pecche fisiche, le giovani sposeranno i due ragazzi.

Gli confesserà di avere tre figli, che non la conoscono come propria madre, che ha cresciuto sottraendo a Domenico piccole somme: uno dei tre è figlio di Domenico stesso. Quindi, se don Mimi vuole essere padre di suo figlio lo dovrà essere per tutti e tre indistintamente. Tanto più che egli si presenta come geniale inventore di strambi ritrovati, i cui disegni "tecnici" sono affidati a un inquilino della casa, sempre in arretrato con la pigione: uno scalcinato maestro di disegno, amico e stimatore delle croste che dipinge la sorella zitella, con pretese artistiche, di Gennaro.

I due si ritrovano sulla terrazza con il presunto ingegnere, in realtà un semplice rappresentante di commercio, che più che interessarsi ai disegni tecnici apprezza la figura della ragazza affacciata alla finestra che continua il gioco del corteggiamento con Gennaro sino a spingersi ad invitarlo a baciarla.

A questo spettacolo cui si trova casualmente ad assistere Concetta, con alle costole l'affamato Tommasino, reagisce violentemente prendendosela con la maestrina, dandole della poco di buono, e con il marito chiamandolo "vecchio vizioso".

Gennaro, svergognato di fronte ai presenti, e offeso per quello che voleva far passare per uno scherzo innocente, abbandona il tetto coniugale per farla finita con una vita di incomprensioni. I due che hanno spinto Gennaro allo scherzo ora si sentono in colpa e riportano con la forza sulla terrazza il marito; abbigliandolo con oggetti di fortuna lo presentano alla moglie come un giovanotto di primo pelo, non più Gennaro, Gennareniello.

Di fronte alla visione del marito sconsolato e umiliato dalla presa in giro dei due, Concetta reagisce con violenza cacciandoli e difendendo la dignità del suo uomo.

Nella quotidianità di un vecchio mercato di Palermo, torna Giovanni. A seguito di alcuni tragici eventi, scopre sia il padre che tutti i commercianti, sono vittime di camorristi che chiedono loro il pizzo. Giovanni, in tutti i modi cerca di distoglierli da questa cruda realtà e ribellarsi, ognuno per paura si tira indietro. Giovanni, inizia a dare fastidio ai camorristi, fino a che venne a parlargli di persona Don Ciccio, il boss.

Nonostante lui cercasse di convincerlo a farsi da parte, Giovanni si ostina a continuare la sua lotta. Poi, subentra un piccolino che avanza verso il boss e guardandolo negli occhi, impone con forza la sua vittoria sulla mafia. Divertente quanto basta, drammatica al punto giusto. Sul palco ci sono un paio di alberi, molte foglie a terra.

Entrano un uomo anziano e una giovane donna, sono vesiti da clown. Parrucca, scarpe enormi, pantaloni a quadri e naso rosso. Arredamento di un salotto borghese. Tappeti appesi alle pareti, un armadio a due ante sulla sinistra, una porta aperta sul lato destro, un quadro sul lato sinistro e delle sedie qua e là.

Poco distante, su di un tavolo è appoggiata la sagoma di una testa. Ad un tratto si alzano le luci, la semplice sagoma è una testa vera e propria che si guarda intorno con aria minacciosa.

Una situazione facile da riscontrare nella realtà quotidiana che grazie alla sconsideratezza del vecchio genitore assume toni oltremodo comici e densi di equivoci.

Figlia in crisi matrimoniale e lui stesso nel cappio di un intreccio amoroso, convinto di poter risolvere i problemi dei suoi cari intesse un canovaccio in cui sprofonda sempre più a causa di un imprevedibile susseguirsi di situazioni. Una povera casa di due stanze. Quella che vediamo è la più misera, anche perché presenta l'inconveniente grave di non poter contare sul disimpegno assoluto di essa, per via della porta d'ingresso che da sulle scale, e che si trova in fondo a sinistra.

In alto, sulla stessa parete, notiamo tutto quanto serve di solito ad arricchire un muro sovrastante una testata di un letto matrimoniale: fotografie stinte, la palma benedetta, la rituale candela istoriata, una brutta immagine sacra un Cristo dipinto male o una Madonna e un ritratto-ingrandimento ovale in cornice raffigurante un massiccio uomo sulla sessantina; il padrone di casa.

Alla parete di sinistra, un mobile armadio e qualche sedia; a quella di destra una piccola porta che da nell'altra stanza. È sera. In primo piano a destra, infreddolita e stanca, sprofondata in una traballante poltrona imbottita, ravvolta in uno scialle nero, spettinata e con gli occhi istupiditi e cerchiati di rosso, vediamo Amalia, denutrita figura di donna sui cinquant'anni; la recentissima vedova di Gennaro Acampora, operaio manovale della Compagnia del Gas; quello che schizza salute dall'ovale in cornice.

Copioni di De Ruvo Stefania commedie teatrali brillanti, free download

A sinistra, sinceramente addolorati, siedono l'uno accanto all'altro due colleghi del defunto: Alfredo e Giovannino. Lunga pausa. Rompe il silenzio qualche lamento rassegnato di Amalia misto a parole incomprensibili. Gaetano, confessa ai suoi genitori, la propria omosessualità, creando un dramma familiare. Compare Antonio, arrivato in paese per la sua candidatura politica, tranquillizza la famiglia sulle scelte del figlio.

Nel corso del comizio, il popolo, reclama contro i politici, il loro disappunto. Le pareti verde scuro, scorticate e con qualche buco. Due miseri mobili, sui quali, vi si trovano candele spente. Qualche quadretto di santi. Tavolo, sedie antiche. Lato sinistro, porta che conduce fuori casa.

Lato destro, porta che conduce in casa. Gaetano entra da destra. Si ferma al centro. Come se parlasse coi genitori. Un tema, quello della politica collusa, delicato ma che, inframmezzato da situazioni familiari che nulla hanno a che fare con le losche trame della politica e dei collusi, si addolcisce e diventa canovaccio per una commedia brillante. Alla scrivania è seduto Carlo, quarantenne direttore di una importante impresa edile. La scrivania è molto ingombrante, ma molto ordinata.

Alle pareti sono appese alcune foto raffiguranti inaugurazioni di imponenti edifici e ritagli di giornale incorniciati. Al principiare della vicenda, Carlo è impegnato a leggere e firmare alcuni documenti.

In quel momento entra la segretaria di Carlo. Un Raffaele Caianiello inedito in questa commedia che lascia fuori dal copione le gag ed i doppi sensi per dare spazio ad una trama lineare, pulita, la cui finalità è ridare il giusto valore al Natale.